15) Kant. La personalit umana nel regno dei fini.

Se ogni valore fosse condizionato dal soggetto non esisterebbe
nessun principio pratico veramente oggettivo, un imperativo
universale  e quindi categorico. Questo principio invece per Kant
esiste ed  la natura razionale come fine a se stessa. Ogni
natura razionale, nessuna esclusa (e quindi l'umanit intera), 
il fine morale di ogni uomo.
I. Kant, Fondamento della metafisica dei costumi, sezione secondo
(pagina 379).

Se dunque ci deve essere un principio pratico supremo, e in
relazione alla volont umana un imperativo categorico, esso deve
esser tale, da ricavare un principio oggettivo del volere della
rappresentazione di ci che  necessariamente fine per ognuno,
perch egli  fine in se stesso, e cos valere come legge pratica
universale. Il fondamento di questo principio : la natura
razionale esiste come fine in se stesso. Cos l'uomo si
rappresenta necessariamente la sua propria esistenza; e in tanto
egli  dunque un principio soggettivo di azioni umane. Ma cos
anche ogni altra essenza razionale si rappresenta la sua esistenza
sulla base del medesimo fondamento di ragione, che vale anche per
me; pertanto esso  del pari un principio oggettivo, dal quale
come da supremo fondamento pratico devono essere dedotte tutte le
leggi della volont. L'imperativo pratico deve dunque essere il
seguente: agisci in modo, da non usare mai l'umanit sol come
mezzo, ma pur sempre come fine tanto nella tua persona quanto
nella persona di ogni altro.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciassettesimo, pagina 312.
